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Continua la crescita del mercato Internet of Things in Italia

Apr 15, 2020 11:17:26 AM / by Alleantia Guru

 

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L'IoT in Italia continua a crescere a ritmi sostenuti in tutti i segmenti di mercato, con incrementi significativi nella Smart Home, l'Industria 4.0 e la Smart City. Prosegue l'evoluzione tecnologica: si espandono le reti di comunicazione LPWA (Low Power Wide Area) a cui si affiancano sempre più use case e sperimentazioni abilitate dal 5G.

L’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano presenta i dati complessivi del comparto.

La prima nota è sicuramente positiva.

Nel nostro Paese il mercato dell’Internet of Things vale 6,2 miliardi di euro, con una crescita del 24% rispetto all’anno precedente, che corrisponde a 1,2 miliardi di euro in più rispetto al consolidato del 2018.

 

Un dato interessante, che pone l’Italia in perfetto allineamento con le principali economie occidentali, nelle quali i tassi di incremento oscillano tra il il 20 e il 25 per cento.

Ma a questo dato, che sottolinea senza dubbio il buono stato di salute del segmento, se ne deve affiancare un altro, che ne definisce forse ancor di più la rilevanza: il valore dei dati generati dall’IoT.

Secondo l’Osservatorio, infatti, che in questo caso riprende un’analisi di Mordor Intelligence, si parla di un valore complessivo di 30 miliardi di euro,  ascrivibile ai nuovi servizi che l’Internet of Things abilita – dal pay per use alle nuove modalità di advertising – come bene illustra l’infografica sviluppata dallo stesso Osservatorio.

Internet of Things: quanto valgono i diversi settori

Ma vediamo come si ripartisce il comparto, per poi analizzarne alcuni segmenti specifici, così come proposto dallo stesso Osservatorio, in occasione della presentazione della ricerca durante il webinar in streaming “Internet of Things: l’innovazione parte da qui“.

Le smart factory mostrano un tasso incrementale identico attestandosi a 350 milioni di euro, segno di una nuova maturità che attraversa il comparto.
Lo smart asset management cresce del 22% a 330 milioni di euro, mentre la smart agricolture avanza di un buon 20% a 120 milioni di euro.

 

Cresce l’Industrial IoT: bene le grandi aziende, PMI in ritardo.

 

Interessante l’analisi sul segmento dell’Industrial IoT (I-IoT). Cresce il segmento, ma le lacune sono evidenti. Il divario tra conoscenza e utilizzo è molto marcato, ma ancora più marcata è la distanza che separa le grandi aziende e le PMI.
Due le evidenze che emergono dall’Osservatorio:

  • il 97% delle grandi imprese conosce le soluzioni IoT per l’Industria 4.0 (era il 95% nel 2018) e il 54% ha attivato almeno un progetto di I-IoT nel triennio 2017-2019,
  • solo il 39% delle PMI ha sentito parlare di queste soluzioni e appena il 13% ha avviato delle iniziative.

Fra le grandi aziende cala il numero di progetti complessivi (-16%), a causa dell’elevato numero di progetti attivati nel biennio precedente e del progressivo spostamento dell’attenzione del Piano Nazionale Industria 4.0 sulle PMI, e le iniziative si concentrano soprattutto nei settori delle lavorazioni meccaniche (73%) e degli elettrodomestici (71%).

 

Le applicazioni più diffuse sono quelle per la gestione della fabbrica (Smart Factory, 51% dei casi), impiegate soprattutto per il controllo in tempo reale della produzione e la manutenzione preventiva e predittiva, seguite dalle applicazioni per la logistica (Smart Logistics, 28%), dedicate alla tracciabilità dei beni in magazzino e lungo la filiera, e per lo Smart Lifecycle (21%), con progetti che puntano a migliorare le fasi di sviluppo di nuovi modelli e di aggiornamento dei prodotti.
In dettaglio, per quanto riguarda la Smart Factory, i progetti riguardano nell’ordine la manutenzione preventiva, quella predittiva, la gestione dei materiali, l’energy management, il controllo qualità, l’ottimizzazione e la gestione della produzione, la sicurezza nei luoghi di lavoro.

 

Emergenza Covid-19: IoT in campo con teleassistenza, veicoli a guida autonoma, sistemi di sorveglianza

 

In questo periodo segnato dall’emergenza sanitaria provocata dal nuovo Coronavirus, alcune applicazioni Internet of Things svolgono un ruolo importante nel supportare cittadini e imprese. Si tratta di servizi di teleassistenza che tramite dispositivi hardware permettono di monitorare i parametri vitali dei pazienti da remoto; veicoli a guida autonoma robotizzati che possono effettuare consegne a domicilio senza rischiare il contagio, come avvenuto in Cina; e poi, sistemi di sorveglianza connessi che controllano sedi produttive, uffici e magazzini chiusi, attivando centrali operative e pronto intervento in caso di tentativi di infrazione.

 

Sono sempre di più le aziende in grado di raccogliere grandi quantità di dati dagli oggetti connessi, per poi integrare la propria offerta con nuovi servizi di valore. La componente dei servizi vale ormai il 37% del mercato e il trend è chiaro: si assiste a un vero e proprio processo di servitizzazione dei modelli di business tradizionali, che evolvono sempre più verso logiche di pay-per-use o pay-per-performance” per l’acquisto di oggetti connessi che permettono di dilazionare i pagamenti di macchinari industriali, automobili o dispositivi smart per gli edifici (ad esempio sistemi di illuminazione), sulla base dell’effettivo utilizzo.

 

Le scelte delle grandi aziende sono sostanzialmente riconducibili ai benefici di efficienza (69%) e di efficacia (46%). Cresce il desiderio di sperimentare soluzioni innovative (34%, +14%), a discapito degli incentivi del Piano Nazionale Industria 4.0, non più ritenuti indispensabili per attivare i progetti (38%, -8%). Anche le PMI condividono l’efficienza come principale obiettivo nei progetti di I-IoT (49%), ma anche il miglioramento dell’immagine aziendale è importante (40%). Solo una su quattro ha iniziato a sfruttare gli incentivi del Piano Nazionale Industria 4.0 per attivare iniziative.

 

La strada da percorrere in Italia per l’innovazione 4.0 è ancora lunga.

Per crescere e innovarsi, le imprese dovranno aumentare impegno e investimenti nell’acquisizione e sviluppo di competenze IoT e imparare a valorizzare al meglio i dati raccolti, utilizzando anche tecnologie come quella di Alleantia. Coloro che già lo fanno sono in grado di estendere la propria offerta con servizi a valore aggiunto e, in alcuni casi, di rivoluzionare il proprio modello di business.

 

Tags: Alleantia, IoT, High Tech, Industry 4.0, IIoT, Italia, IoTprojects, 2020, beneficifiscali, SmartFactory, Cooperation, DigitalTransformation, Europe

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